Questa sezione contiene una selezione di film e serie tv che trattano la tematica transgender. Per eventuali suggerimenti o segnalazioni inviare una mail all'indirizzo info@infotrans.it


Paris is Burning

Titolo originale: Paris is Burning (USA, 1990)

Regia: Jennie Livingston

Cast: Dorian Corey, Pepper LaBeija, Venus Xtravaganza, Octavia St. Laurent

Genere: Documentario

Trama: Il film è ambientato nella New York degli anni ’80 e descrive la cultura delle ball-room e delle comunità gay e transgender che ne hanno dato vita. Il documentario fa luce anche su altri temi che hanno segnato quegli anni e quei luoghi: AIDS, razzismo, povertà, violenza e omofobia. Il docu-film alterna scene girate a interviste ai protagonisti delle scene delle ball.

Note: Considerato dalla critica un documento inestimabile per capire un importante fenomeno culturale, nel 2016 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli USA. Ha ispirato la serie Pose.

Pose

Titolo originale: Pose (USA, 2018 – 2019 (due stagioni))

Ideata: Ryan Murphy, Brad Falchuk e Steven Canals per FX

Regia: Ryan Murphy

Cast: MJ Rodriguez, Indya Moore, Dominique Jackson, Hailie Sahar e Angelica Ross

Genere: Drammatico

Trama: La serie, ambientata a New York nel 1987, mette in luce il complesso contesto del momento: da una parte l’ascesa degli yuppie, dall’altra l’affermazione della cultura LGBT, con un’attenzione particolare alla “ball culture”. In particolare, vengono seguite le vicende di una “comune” dove artisti ed emarginati creano una nuova, propria, famiglia. Si tratta di persone venute dal nulla che hanno la voglia di credere in se stesse e in chi hanno accanto, di sostenersi e di lottare con orgoglio per ribadire alla società che li disprezza il valore delle loro scelte, contro  razzismo, transfobia, omofobia, xenofobia e in generale contro l'ottusità.

Note: Negli Stati Uniti, la serie viene trasmessa dal 3 giugno 2018 e il 12 luglio dello stesso anno viene rinnovata per una seconda stagione e c’è già il contratto per una terza.
In Italia, la prima stagione, distribuita su Netflix, viene messa in onda dal 31 gennaio 2019, la seconda dal 30 ottobre 2019.
La creazione della serie è stata fortemente ispirata dal Paris Is Burning (1990), da cui sono stati dedotti i tratti principali di alcuni fatti e personaggi basati su storie vere riportate nel documentario.
La prima stagione ha ricevuto molte recensioni positive dalla critica ed è stata candidata per diversi premi nel 2019, tra cui due Golden Globe (Miglior serie drammatica e Miglior attore in una serie drammatica a Billy Porter), un GLAAD per la miglior serie drammatica e Critics’ Choice Television Award come miglior serie drama del 2018.

Priscilla, la regina del deserto

Titolo originale: The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert (Australia, 1994)

Regia: Stephan Elliott

Cast: Terence Stamp, Hugo Weaving, Guy Pearce, Bill Hunter

Genere: Drammatico, commedia

Trama: Bernadette Bassenger, Mitzi Del Bra e Felicia Jollygoodfellow sono i nomi d'arte di Ralph, Anthony 'Tick' Belrose e Adam Whitely, una donna transgender e due drag queen che si esibiscono nei più famosi gay bar di Sydney. Dopo la morte del compagno di Bernadette, decidono di unirsi e andare ad Alice Springs, per esibirsi nel locale della ex-moglie di Anthony e realizzare il sogno di Adam di scalare il King's Canyon nel Watarrka National Park. Per trasportare i loro sgargianti costumi di scena, decidono di affittare un vecchio torpedone rosa che battezzano Priscilla; ma il viaggio viene interrotto in pieno deserto per un guasto al mezzo. Ripartiranno grazie all’aiuto di un meccanico che deciderà di unirsi a loro. Il viaggio diventa un momento di confidenze, ricordi e confessioni e Mitzi rivelerà di avere un figlio, Benjamin di otto anni, oltre la moglie che ha dato loro il lavoro. Al temuto primo incontro con il padre, il ragazzino mostrerà una grande maturità, priva di pregiudizi.

Note: Fu presentato nella sezione Un Certain Regard del 47º Festival di Cannes. Vincitore del Premio Oscar 1995 per i migliori costumi. Dal film è stato tratto il famoso omonimo musical che, dal 2006, viene rappresentato in tutto il mondo. Per girare il film, venne prodotto un vestito fatto di carte di credito, ma l’American Express non diede il permesso di utilizzarlo; l’abito venne allora indossato dalla costumista in occasione della notte degli Oscar in cui vinse il premio per i migliori costumi. Originariamente il film prevedeva la scalata della montagna sacra aborigena (Uluru Ayers Rock), ma non venne accordato il permesso considerando sacrilega l’idea che delle drag queen calpestassero un luogo divino. La scena iniziale e quella finale del film sono state girate lo stesso giorno presso l'Imperial Hotel a Erskineville, luogo simbolo della comunità LGBT australiana.

Glossario

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Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

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