Buone pratiche per i professionisti

Soggetti incaricati di pubblici servizi, decisori pubblici e rappresentanti pubblici, dipendenti pubblici.

Sia pure quale inquadramento complessivo, appare fondamentale tenere conto del ruolo che potenzialmente le istituzioni possono svolgere in chiave di rimozione delle barriere al pieno accesso alla cittadinanza delle persone transgender. La pluralità di ruolo che il soggetto pubblico può assumere, impone una analisi differenziata. Quale datore di lavoro di oltre tre milioni di persone, il soggetto pubblico deve porsi l’obiettivo di garantire un ambiente lavorativo libero da discriminazioni e inclusivo. Quale soggetto che eroga servizi alla collettività, il soggetto pubblico deve mirare all’obiettivo di offrire le proprie prestazioni in condizioni di parità a prescindere dalle caratteristiche personali di cui si è portatori. Quale soggetto committente, il soggetto pubblico dovrebbe mirare a incentivare, tramite le commesse pubbliche, il ruolo sociale che agli appalti pubblici può riconoscersi, promuovendo le aziende che contrastano le discriminazioni. Da ultimo, l’obiettivo dell’ente pubblico quale decisore deve individuarsi nella creazione di una società inclusiva, nell’ampliamento delle possibilità di partecipazione e rappresentanza, così da evitare che l’identità di genere sia condizione che riduca le libertà e i diritti costituzionalmente garantiti. Obiettivi più specifici possono individuarsi in capo alle autorità di garanzia e alle regioni, in nome delle competenze loro assegnate.

  • Mirare a ridurre la discriminazione verso le persone transgender e in generale verso le persone LGBT+.
  • Assumere un ruolo-guida nell’introdurre buone pratiche di inclusione verso le persone transgender in ogni ambito della vita pubblica.
  • Collaborare costantemente con i soggetti del settore sociale ed economico (sindacati, associazioni LGBT+ o che si occupano di diritti umani, aziende) per superare l’attuale quadro di discriminazioni.
  • Promuovere una maggiore consapevolezza della collettività nell’importanza di contrastare le discriminazioni in quanto problema sociale e di eliminare l’invisibilità che avvolge la condizione transgender.
  • Organizzare commissioni e/o tavoli tecnici di lavoro per esaminare e analizzare il fenomeno delle discriminazioni, nonché promuovere ricerche per sollevare la cortina di invisibilità sulla condizione delle persone transgender, potendo così disporre di dati attuali e verificabili.
  • Promuovere e incentivare reti fra associazioni LGBT+ e fra soggetti che si occupano di tutele dei diritti umani, costituendo delle Consulte, in chiave di confronto con le istituzioni pubbliche.
  • Aderire alla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (rete RE.A.DY) per inserirsi in un network di pubbliche amministrazioni che contrastano le discriminazioni sull’identità di genere e l’orientamento sessuale.
  • Sviluppare e disseminare le questioni LGBT+ attraverso social media, materiali audio-video, pubblicazioni, ricerche e guide di agile consultazione.
  • Implementare servizi di sostegno e supporto, infopoint, numeri verdi, sportelli, sul tema dell’identità di genere e della condizione delle persone transgender.
  • Promuovere policy locali per contrastare le discriminazioni verso le persone transgender.
  • Realizzare un “piano delle questioni LGBT+” per agevolare la capacità di risolvere problemi e una riflessione sulla condizione transgender, come il tema dell’abbigliamento, dell’utilizzo dei servizi igienici, dell’uso del nome di elezione.
  • Assicurare un corretto utilizzo degli strumenti di comunicazione pubblica (comunicati stampa, eventi, pubblicità, social media, web, blog istituzionali) come presupposto per promuovere politiche inclusive delle diversità legate alla condizione transgender.
  • In occasione di eventi commemorativi o fatti di cronaca che vedono come vittime persone transgender, approvare ordini del giorno e mozioni, prendendo posizione per sensibilizzare la collettività sulla questione e stigmatizzare l’accaduto.
  • Organizzare eventi di sensibilizzazione, incontri formativi e attività di commemorazione in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia o nel TDor “Transgender Day of Remembrance”, così come offrire uno spazio di riflessione sulla condizione delle donne transgender in occasione della giornata internazionale della donna o della giornata internazionale contro la violenza di genere.
  • Realizzare corsi di aggiornamento e formazione per giudici, avvocati, professionisti dei sindacati e datori di lavoro privati, sui temi che riguardano la condizione transgender nell’ambito lavorativo e colmare il gap informativo presente sul tema.
  • Valutare la possibilità di includere “clausole arcobaleno” nelle commesse pubbliche, seguendo quanto già in uso rispetto ad esempio agli “appalti verdi”.
  • Realizzare azioni di sensibilizzazione verso i fornitori sui temi che riguardano la condizione transgender e in generale la condizione LGBT+.
  • Prestare attenzione nell’interfacciarsi rispetto all’utenza transgender, così da evitare imbarazzo e violazione della privacy della persona interessata; per esempio, sarebbe fondamentale rivolgersi alla persona interessata con il genere corrispondente all’aspetto e all’identità di genere, senza agire comportamenti “giudicanti” o (anche involontariamente) stigmatizzanti.
  • Considerare come non tutta l’utenza rispetti i codici binari, prestando attenzione a offrire beni e/o servizi con modalità in grado di soddisfare i bisogni anche delle persone non cisgender.
  • Orientare le proprie attività anche alle vulnerabilità sociali ed economiche connesse alla condizione transgender.
  • Valutare l’ampliamento delle proprie competenze anche alla condizione transgender.
  • Promuovere una maggiore partecipazione delle persone e delle associazioni transgender nelle sedi decisionali delle politiche locali e nazionali, soprattutto laddove si discute di questioni legate all’identità di genere.
  • Introdurre e/o rafforzare normative di contrasto alle discriminazioni in ragione dell’identità di genere.
  • Nella stesura dei documenti di programmazione socio-sanitaria (per es. piani regionali socio - sanitari), attivare canali di comunicazione con l’associazionismo transgender, così da rilevare i bisogni percepiti e inserire specifiche che riguardano l’ambito di riferimento.
  • Includere le persone transgender tra i potenziali destinatari di azioni positive e buone pratiche nelle materie di competenza regionale, nonché tra i destinatari di azioni formative finanziate con il Fondo Sociale Europeo.
  • Approvare linee guida per garantire che nelle strutture sanitarie pubbliche o accreditate le persone transgender possano essere accolte in modo da tutelare la loro privacy e la riservatezza, ad esempio, garantendo stanze separate e servizi ad hoc.
Glossario

Glossario

Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

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