Il percorso di affermazione di genere
La sessualità nelle diverse fasi del percorso di affermazione di genere.

L’esperienza della sessualità per le persone transgender può essere complessa, delicata e fonte di profondo malessere. Il rifiuto del corpo e, in particolare, degli organi genitali e dei caratteri sessuali secondari, ostacola un sereno approccio alla sessualità che può risultare ancora più complesso quando la persona sperimenta anche un forte senso di inadeguatezza accompagnato da bassa autostima.

Le diverse sfaccettature che può assumere la sessualità di una persona transgender in relazione al percorso di affermazione di genere si possono suddividere in tre diversi periodi del ciclo di vita (prima, durante e dopo il percorso stesso).

Gli anni della pubertà e dell’adolescenza, che spesso precedono il percorso di affermazione di genere, sono caratterizzati da una forte inibizione rispetto all’esplorazione del corpo e quindi, più in generale, rispetto all’attività sessuale. In molti casi le persone riferiscono la presenza di un atteggiamento di forte distacco, motivo per cui nella popolazione transgender si ritrovano percentuali molto più alte, rispetto alla popolazione generale, di persone che non hanno mai praticato la masturbazione. Gli organi genitali sono, spesso, una zona del corpo “congelata”, nel senso che le persone cercano, il più possibile, di non toccare, non guardare e non coinvolgere i loro genitali nella vita quotidiana. Per tali motivi è facile intuire come l’esperienza della masturbazione, che prevede un contatto diretto e/o indiretto con gli organi genitali, venga intenzionalmente evitata. Le maggiori difficoltà le presentano le persone con sesso assegnato alla nascita maschile poiché gli organi genitali sono esterni e l’erezione è spesso motivo di imbarazzo, vergogna e profondo senso di disagio. Prima di intraprendere il percorso di affermazione di genere, solitamente, le persone hanno le prime esperienze sentimentali e sessuali che raramente sono vissute serenamente. Le persone transgender devono confrontarsi con partner che ignorano queste difficoltà e che, a volte ingenuamente, richiedono pratiche sessuali difficilmente praticabili per una persona transgender (coinvolgimento degli organi genitali). Per tali motivi è molto importante dialogare con il/la proprio/a partner e fargli/le conoscere le difficoltà che si vivono e allo stesso tempo far comprendere le pratiche che suscitano maggiore piacere. È importante sottolineare come molte volte le persone si creino dei limiti all’interno dell’attività sessuale legati all’ansia suscitata da questi pensieri, limiti che vengono abbattuti quando s’incontra una persona con la quale si trova una sorprendente intesa, anche a livello sessuale.

Il lavoro dello specialista psicologo/sessuologo in questo periodo del ciclo di vita della persona transgender è quello di aiutare prima di tutto la persona a volersi bene e ad aumentare la propria autostima, in secondo luogo è quello di favorire l’esplorazione del proprio corpo e allontanarsi dall’idea, molto radicata nella nostra cultura, che il piacere si concentri esclusivamente sugli organi genitali. In questo periodo le persone iniziano a comprendere e a sperimentare il loro orientamento sessuale che può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale o altro. L’orientamento sessuale è fluido, può cambiare nel tempo e non è legato all’identità di genere.

La sessualità durante il percorso di affermazione di genere può subire importanti evoluzioni; le persone transgender, infatti, assumono sempre più sicurezza in sé stesse, grazie al percorso psicologico e a quello ormonale. In questo periodo l’atteggiamento verso la sessualità è molto diverso per le persone con sesso assegnato alla nascita femminile rispetto a quelle con sesso assegnato alla nascita maschile. Queste ultime, infatti, dovendo assumere gli ormoni antiandrogeni, quelli che inibiscono l’effetto del testosterone, vanno incontro ad un brusco calo del desiderio sessuale e della funzionalità degli organi genitali. Molte di loro vivono con grande sollievo questi cambiamenti poiché determinano la fine dei disagi descritti precedentemente.

Quello che le donne transgender vivono con maggiore stupore e sollievo è il non avere più quel forte e prepotente desiderio sessuale accompagnato dall’erezione. Con il tempo e con l’azione degli estrogeni, cambia completamente l’atteggiamento anche verso le relazioni sentimentali e sessuali. Le donne transgender descrivono un maggiore bisogno di romanticismo e affettuosità, l’atto sessuale assume meno importanza rispetto, per esempio, allo scambio di coccole e di parole dolci. Le forti resistenze che hanno alcune donne transgender a coinvolgere i loro organi genitali le porta, in alcuni casi, a posticipare i primi rapporti sessuali dopo l’intervento di scrotovaginoplastica o colonvaginoplastica, questo comportamento può avere molti rischi. Infatti se negli anni precedenti all’intervento la persona non ha fatto esperienza della sessualità è molto difficile che riesca ad averla dopo. La disinvoltura e la serenità nell’attività sessuale si acquistano con l’esperienza, si è sempre molto impacciati e inibiti durante i primi approcci sessuali; tali vissuti tendono a sciogliersi con il tempo. Sarebbe quindi importante iniziare l’esperienza della sessualità prima dell'eventuale intervento poiché questo permette di conoscere il proprio corpo sia attraverso l’autoerotismo sia attraverso il rapporto con l’altro. Un altro aspetto molto importante che ostacola l’attività sessuale per le donne transgender è legato anche alla difficoltà di alcune ad avere rapporti anali in modo passivo, solo perché loro stesse li etichettano come attività tipicamente agite tra gli uomini omosessuali. Il loro forte bisogno di essere riconosciute al femminile le porta a strutturare dei pensieri rigidi legati ad antichi pregiudizi. Lavorando su queste rigidità e condividendo la possibilità che i rapporti anali siano praticati in entrambi i generi, è possibile vivere questo tipo di rapporti con maggiore serenità.

Per quanto riguarda gli uomini transgender la terapia ormonale mascolinizzante aumenta fortemente il desiderio sessuale. Per alcuni di loro questo cambiamento è talmente forte che diventa destabilizzante, una sensazione con cui non hanno mai avuto a che fare. Dopo i primi mesi il desiderio tende a diminuire e questo permette un vissuto di maggiore serenità. Anche l’aumento delle dimensioni del clitoride, legato all’assunzione di testosterone, migliora notevolmente il piacere nell’attività sessuale. Esistono poi tante persone che non hanno particolari difficoltà neanche all’inizio del percorso; sono persone che hanno minore disforia rispetto agli organi genitali, per questo non hanno mai avuto difficoltà a coinvolgerli nell’attività sessuale. Questo riguarda anche molte donne transgender per questo è importante, prima di iniziare la terapia ormonale, lavorare sul fatto che gli antiandrogeni diminuiranno notevolmente la funzionalità sessuale.

L’attività sessuale per le donne transgender, dopo il percorso di affermazione di genere, in particolare dopo l’intervento di scrotovaginoplastica o colonvaginoplastica è una questione molto complessa che, può creare notevole malessere. Come suddetto, alcune donne transgender arrivano all’intervento senza mai aver avuto una attività sessuale poiché immaginano che l'intervento possa risolvere tutti i problemi. In realtà, in questi casi, l’intervento non solo non risolve niente, ma genera difficoltà maggiori mai prese in considerazione. Queste difficoltà fanno riferimento sia al timore di possibili complicazioni per la neovagina, sia alla paura di essere rifiutate al momento del coming out. Per quanto riguarda la prima difficoltà è molto utile fare degli incontri di vera e propria “educazione sessuale”. È molto importante che l’inizio dell’attività sessuale, dopo l’intervento, sia preceduta da un’attività masturbatoria che permetta alla persona di conoscere e scoprire la neovagina, capirne il funzionamento, rendersi conto che non è così fragile, conoscere le zone erogene, quello che piace e quello che non piace, in modo da poterlo condividere con il/a proprio/a partner per il raggiungimento di una piena soddisfazione sessuale. Per quanto riguarda la difficoltà rispetto alla “paura del rifiuto” questa fa riferimento al livello di transfobia interiorizzata presente nella persona stessa (con l’espressione “transfobia interiorizzata” si intende il profondo disagio verso la propria condizione derivante dall’interiorizzazione dei pregiudizi e degli atteggiamenti discriminatori da parte della società). In molti casi le donne transgender operate che non hanno fatto coming out con il/la proprio/a partner sono molto preoccupate che questi possano reagire negativamente e per questo si sottraggono al rapporto, per non correre nessun rischio.

Per gli uomini transgender il rapporto con la sessualità dopo gli interventi chirurgici è, generalmente, più sereno. Negli ultimi anni si è andata sempre più sviluppando la produzione di protesi peniene che sono diventate sempre più soddisfacenti per le persone e le/i partner che le utilizzano. Queste protesi, infatti, non solo permettono la penetrazione, ma consentono anche alle persone stesse di poter raggiungere l’orgasmo durante la penetrazione.

In conclusione il rapporto con la sessualità per alcune persone transgender può essere conflittuale e controverso, fonte di molta ansia e senso d’inadeguatezza. Per tali motivi è importante riuscirne a parlare, spesso, infatti, è un argomento tabù che suscita vergogna e imbarazzo. È molto utile anche potersi confrontare con persone che hanno vissuto le stesse difficoltà per capire come queste siano state superate.

Tabù e stereotipi possono influenzare negativamente la sessualità, perciò in questa sezione cercheremo di fare chiarezza su alcuni aspetti e sfatare falsi miti.

Sono un ragazzo trans e sono attratto dagli uomini, c’è qualcosa di strano in me?

L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono due concetti distinti e indipendenti. Esattamente come una persona cisgender, una persona transgender può essere attratta da un uomo, una donna, da entrambi o da un’altra persona transgender. Ovviamente questo vale anche nel caso di una ragazza trans. Per questo, l'orientamento sessuale non è un aspetto che interferisce con l’eventuale percorso di affermazione di genere che si desideri intraprendere. Tuttavia, in alcuni casi può essere utile chiedere il supporto al professionista di fiducia riguardo a dubbi su possibili cambiamenti dovuti alla terapia di affermazione di genere o eventuali terapie contraccettive.

Non sono interessata alla sessualità in questa fase della mia vita, mi devo preoccupare?

Può succedere che la sessualità delle persone transgender sia compromessa dal disagio verso il proprio corpo e dal timore di non essere riconosciute per come si sentono. Può accadere quindi che si vogliano evitare nuove relazioni o che non si sia interessat* alla sessualità. I professionisti che si occupano di salute transgender possono aiutare e supportare in questa fase per vivere più serenamente la propria sessualità. Inoltre, spesso, durante il percorso di affermazione di genere, il disagio verso il proprio corpo può attenuarsi per poter vivere meglio la propria sessualità. Tuttavia, se la sessualità rappresenta persistentemente fonte di sofferenza, potrebbe essere utile consultare un sessuologo esperto in salute transgender per valutare interventi specifici (supporto psicologico o farmaci).

Come cambierà la sessualità dopo l’operazione?

La decisione o meno di intraprendere un percorso chirurgico di affermazione di genere rappresenta una scelta che solo alcune persone transgender desiderano intraprendere. Nel prendere tale decisione, è sicuramente importante essere consapevoli dei possibili limiti della chirurgia di affermazione di genere, che sono variabili in base all’esperienza del professionista e alle peculiarità del singolo caso. Inoltre, è importante tenere a mente che esiste una estrema variabilità delle caratteristiche dei genitali nelle persone cisgender e che le immagini reperibili su internet rappresentano solo un piccolo spaccato della realtà. Per questo è importante comprendere che il risultato finale potrebbe non coincidere con un’immagine idealizzata, senza che questo abbia un effetto negativo sull’intimità di coppia. Infine, può accadere che una persona transgender si senta spaesata di fronte ai cambiamenti dell’anatomia genitale, per quanto desiderati. In tal caso è importante esplorare nuove possibili modalità di stimolazione e contatto sessuale, imparando a conoscere il proprio corpo. Per alcune persone un percorso sessuologico di coppia può essere di aiuto.

Blair KL, Hoskin RA. Transgender exclusion from the world of dating: Patterns of acceptance and rejection of hypothetical trans dating partners as a function of sexual and gender identity. Journal of Social and Personal Relationships. 2018; 1-22.

Bungener SL, Steensma TD, Cohen-Kettenis PT, et al. Sexual and Romantic Experiences of Transgender Youth Before Gender-Affirmative Treatment. Pediatrics. 2017; 139(3).

Cerwenka S, Nieder TO, Briken P, et al. Intimate Partnerships and Sexual Health in Gender-Dysphoric Individuals Before the Start of Medical Treatment. International Journal of Sexual Health. 2014; 26(1): 52-65.

Chianura L, De Santis K, Mirabelli A. "Profilo dell'utenza: analisi dei dati". In (a cura di) Chianura L, Ravenna AR, Ruggeri V. Esistenze possibili. Clinica, ricerca e percorsi di vita nei disturbi dell'identità di genere. Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2007.

Costantino A, Cerpolini S, Alvisi S, et al. A prospective study on sexual function and mood in female-to-male transsexuals during testosterone administration and after sex reassignment surgery. Journal of Sex & Marital Therapy. 2013; 39(4): 321-35.

Defreyne J, Elaut E, Kreukels B, et al. Sexual Desire Changes in Transgender Individuals Upon Initiation of Hormone Treatment: Results From the Longitudinal European Network for the Investigation of Gender Incongruence. Journal of Sex Medicine. 2020; 17(4): 812-25.

Fisher AD, Castellini G, Ristori J, et al. Cross-sex hormone treatment and psychobiological changes in transsexual persons: two-year follow-up data. Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. 2016; 101(11): 4260-69.

Galupo MP, Mitchell RC, Davis KS. Sexual minority self-identification: Multiple identities and complexity. Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity. 2015; 2(4): 355–64.

Galupo MP, Henise SB, Mercer NL. “The labels don’t work very well”: Transgender individuals’ conceptualizations of sexual orientation and sexual identity. International Journal of Transgenderism. 2016; 17: 93–104.

Lev AI, Sennott S. Understanding gender nonconformity and transgender identity: A sex-positive approach. In P. J. Kleinplatz (Ed.), New directions in sex therapy: Innovations and alternatives. 2012; 321–36. Routledge/Taylor & Francis Group.

Mizock L, Mueser KT. Employment, mental health, internalized stigma, and coping with transphobia among transgender individuals. Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity. 2014; 1(2): 146–58.

Platt LF, Bolland KS. Trans* Partner Relationships: A Qualitative Exploration. Journal of GLBT Family Studies. 2017; 13(2): 163-85.

Pulice-Farrow L, Brown TD, Paz Galupo M. (2017). Transgender Microaggressions in the Context of Romantic Relationships. Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity. 2017; 4(3): 362-73.

Ravenna AR, Delle Grotti F, Lubrano Lavadera G. "Aspetti sociali e relazionali della realtà transessuale". In (a cura di) Ruggeri V, Ravenna AR. Transessualismo e identità di genere. Edizioni Universitarie Romane, Roma, 1999.

van de Grift TC, Cohen-Kettenis PT, Elaut E, et al. (2016). A network analysis of body satisfaction of people with gender dysphoria. Body Image. 2016; 17: 184-90.

van Dijk D, Dekker MJHJ, Conemans EB, et al. Explorative prospective evaluation of short-term subjective effects of hormonal treatment in trans people—results from the European Network for the Investigation of Gender Incongruence. Journal of Sex Medicine. 2019; 16(8): 1297-09.

van Trotsenburg MAA. (2009). Gynecological aspects of transgender healthcare. International Journal of Transgenderism. 2009; 11(4): 238-46.

Wierckx K, Elaut E, Van Hoorde B, et al. (2014). Sexual desire in trans persons: associations with sex reassignment treatment. Journal of Sex Medicine. 2014; 11(1): 107-18.

Glossario

Glossario

Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

Scopri quali

Partner

UNAR
Unione Europea
PON
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Infotrans è un progetto finanziato nell'ambito del PON Inclusione con il contributo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020