Il percorso di affermazione di genere
La terapia ormonale viene personalizzata tenendo in considerazione le necessità individuali, nonché i fattori di rischio e lo stato di salute della persona.

Alcune persone transgender (ma non tutte) intraprendono un percorso di affermazione di genere che procede per fasi successive e può prevedere un trattamento ormonale e/o chirurgico. Non si tratta di un percorso obbligatorio e l’iter non è lo stesso per tutte le persone. Si cerca di adattare il percorso a seconda delle reali esigenze individuali. In questa sezione approfondiremo il tema della terapia ormonale. Esistono raccomandazioni (standard di cura) proposte dall’Associazione Mondiale per la salute Transgender (World Professional Association of Transgender Health, WPATH) e linee guida internazionali alle quali gli operatori sanitari fanno riferimento per il trattamento ormonale. La persona che intenda intraprendere un percorso medico di affermazione di genere deve quindi rivolgersi a centri specializzati. Infotrans.it offre un elenco di strutture, presenti sul territorio nazionale, in grado di fornire questo tipo di servizi nella sezione "Mappa dei servizi".

Possono sottoporsi al trattamento ormonale di affermazione di genere le persone che soddisfano i seguenti requisiti:

  • persistente e ben documentata disforia di genere / incongruenza di genere
  • maggiore età
  • capacità di prendere una decisione pienamente consapevole e di fornire il consenso al trattamento ormonale
  • assenza di problematiche mediche o psicologiche non adeguatamente stabilizzate.

Per poter iniziare la terapia ormonale non è necessario un tempo minimo di valutazione e di supporto psicologico né di transizione sociale. Tuttavia, il medico che prescrive la terapia ormonale (in genere un endocrinologo) ha la responsabilità di assicurarsi che questa sia la strada migliore per venire incontro alle esigenze dell’utente e ridurne la sofferenza, senza creare problematiche di salute. Ad esempio, in una persona con tumore alla mammella la terapia ormonale può dare conseguenze molto negative. In altri casi, una persona può capire, anche grazie al supporto psicologico, che può raggiungere il benessere psicologico vivendo ed essendo riconosciuta nel ruolo di genere desiderato senza necessariamente intraprendere un percorso medico di affermazione di genere con gli ormoni. Ciò può prevedere anche la rettifica anagrafica sui documenti. Per queste ragioni è importante che il medico lavori all’interno di una equipe fatta da più esperti con competenze diverse (quali psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, endocrinologo, chirurgo, ecc.) che abbiano esperienza adeguata in quest’ambito e che possano prendersi completamente carico della persona.

La terapia ormonale viene personalizzata tenendo in considerazione le necessità individuali, nonché i fattori di rischio e lo stato di salute della persona. Ovviamente, ciò implica un’attenta analisi delle aspettative delle persone rispetto agli effetti della terapia ormonale affinché siano realistiche e in linea con i bisogni individuali. Di nuovo, ciò sottolinea l’importanza di un lavoro multidisciplinare.


Bibliografia

Asscheman H, Giltay EJ, Megens JA, et al. A long-term follow-up study of mortality in transsexuals receiving treatment with cross-sex hormones. Eur J Endocrinol. 2011;164(4):635-42.

Coleman E, Bockting W, Botzer M, et al. Standards of Care for the Health of Transsexual, Transgender, and Gender-Nonconforming People, Version 7. Int J Transgend. 2012;13(4):165-232.

Fisher AD, Castellini G, Ristori J, et al. Cross-Sex Hormone Treatment and Psychobiological Changes in Transsexual Persons: Two-Year Follow-Up Data. J Clin Endocrinol Metab. 2016;101(11):4260-69.

Fisher AD, Gooren L. Encyclopedia of Endocrine Diseases (2nd Edition), edited by Ilpo Huhtaniemi and Luciano Martini, 2018 Elsevier Inc.

Hembree WC, Cohen-Kettenis PT, Gooren L, et al. Endocrine Treatment of Gender-Dysphoric/Gender-Incongruent Persons: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2017;102(11):3869-03. Erratum in: J Clin Endocrinol Metab. 2018; 103(2): 699. J Clin Endocrinol Metab. 2018; 103(7): 2758-59.

T'Sjoen G, Arcelus J, De Vries ALC et al. European Society for Sexual Medicine Position Statement "Assessment and Hormonal Management in Adolescent and Adult Trans People, With Attention for Sexual Function and Satisfaction". J Sex Med. 2020 Feb 25. [Epub ahead of print]

T'Sjoen G, Arcelus J, Gooren L, et al. Endocrinology of Transgender Medicine. Endocr Rev. 2019;40(1):97-117

Lo scopo della terapia mascolinizzante è quello di ridurre le caratteristiche sessuali proprie del sesso femminile e di indurre quelle maschili. La terapia mascolinizzante si basa sulla somministrazione dell’ormone sessuale testosterone per via intramuscolare attraverso punture o per via transdermica (attraverso la pelle) mediante l’applicazione di gel.
Le prime modificazioni dei caratteri fisici si realizzano dopo 3-6 mesi e includono: arresto del ciclo mestruale, abbassamento del timbro di voce, crescita dei peli del viso e del corpo, riduzione del seno (ipotrofia del tessuto mammario), produzione di grasso da parte di ghiandole presenti nella pelle (seborrea) e acne, iniziale aumento del clitoride (ipertrofia clitoridea), aumento del desiderio sessuale, aumento della massa muscolare e, in alcuni casi, alopecia androgenetica ovvero caduta dei capelli dovuta all’azione del testosterone.

DOMANDE FREQUENTI:

LE INIEZIONI FUNZIONANO MEGLIO DEL GEL?

Come per gli estrogeni nella terapia femminilizzante, non ci sono studi che dimostrino che le iniezioni siano più efficaci dell’applicazione del gel o viceversa.

LA TERAPIA ORMONALE DI AFFERMAZIONE DI GENERE È SICURA?

La terapia ormonale femminilizzante e mascolinizzante (con estrogeni e antiandrogeni o testosterone, rispettivamente) è sicura se effettuata sotto attento controllo specialistico. Si consiglia fortemente quindi di sottoporsi a regolari controlli con esami ematici e strumentali come ritenuto appropriato dall’endocrinologo di fiducia (in genere ogni 3 mesi circa il primo anno di terapia e meno frequenti successivamente). Si raccomanda inoltre uno stile di vita sano durante il trattamento. Il fumo, ad esempio, può incrementare ulteriormente il rischio trombotico (rischio di formazione di trombi) associato alla terapia femminilizzante con estrogeni nelle donne transgender e a quella mascolinizzante, rendendo il sangue più denso. Per ulteriori informazioni su cosa siano i "trombi" o su come smettere di fumare è possibile visitare ISSalute.it alle voci "Coagulo, trombo, embolo" o "Telefono Verde contro il Fumo (TVF)".


Bibliografia

Asscheman H, Giltay EJ, Megens JA, et al. A long-term follow-up study of mortality in transsexuals receiving treatment with cross-sex hormones. Eur J Endocrinol. 2011;164(4):635-42.

Coleman E, Bockting W, Botzer M, et al. Standards of Care for the Health of Transsexual, Transgender, and Gender-Nonconforming People, Version 7. Int J Transgend. 2012;13(4):165-232.

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Fisher AD, Gooren L. Encyclopedia of Endocrine Diseases (2nd Edition), edited by Ilpo Huhtaniemi and Luciano Martini, 2018 Elsevier Inc.

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T'Sjoen G, Arcelus J, De Vries ALC et al. European Society for Sexual Medicine Position Statement "Assessment and Hormonal Management in Adolescent and Adult Trans People, With Attention for Sexual Function and Satisfaction". J Sex Med. 2020 Feb 25. [Epub ahead of print]

T'Sjoen G, Arcelus J, Gooren L, et al. Endocrinology of Transgender Medicine. Endocr Rev. 2019;40(1):97-117

Lo scopo della terapia femminilizzante è quello di ridurre le caratteristiche sessuali proprie del sesso maschile e di indurre quelle femminili. La terapia si basa sull’utilizzo di farmaci antiandrogeni (per bloccare gli effetti dell’ormone testosterone) e di ormoni estrogeni (per promuovere la femminilizzazione). Tra gli antiandrogeni disponibili, il ciproterone acetato è quello più comunemente utilizzato in Europa (e quello di cui pertanto si hanno più conoscenze in termini di efficacia e rischi). Lo spironolattone può essere una valida alternativa, ma riducendo anche la pressione arteriosa, è in genere meno utilizzato. Anche la somministrazione di farmaci chiamati “analoghi dell’ormone di rilascio delle gonadotropine” (GnRHa), che sopprimono la produzione degli ormoni sessuali, possono essere in linea teorica utilizzati, tuttavia sono molto costosi e più scomodi (poiché possono essere somministrati, diversamente dagli altri farmaci prima descritti, solo per via iniettiva ovvero attraverso le iniezioni). Gli antiandrogeni, permettono di ridurre la crescita dei peli e della barba, anche se è necessario aspettare qualche mese per vedere i primi cambiamenti e spesso bisogna ricorrere a procedure alternative (ad esempio mediante elettrolisi). Gli antiandrogeni causano anche peggioramento della funzione sessuale (con difficoltà di erezione) e calo del desiderio, effetti che possono essere desiderati da alcune persone ma non da altre.
Gli estrogeni che vengono utilizzati per femminilizzare il corpo esistono sia in compresse (estradiolo valerato) che come cerotti o gel (estradiolo o estradiolo emiidrato). Gli estrogeni permettono di ridistribuire il grasso in senso femminile (più sui fianchi e meno sulla pancia), di far crescere il seno e, insieme agli antiandrogeni, di rendere la pelle più liscia e meno grassa. Lo sviluppo delle mammelle con la terapia ormonale è estremamente variabile e non prevedibile e non sembra essere associato alla tipologia di estrogeni assunti. Circa il 70% delle donne transgender ricorre alla mastoplastica additiva (intervento chirurgico che prevede l’applicazione di protesi al seno) perché insoddisfatta del seno ottenuto con la terapia ormonale. Tuttavia, poiché il seno può continuare a crescere per almeno due anni dall’inizio della terapia ormonale, è raccomandato procedere alla mastoplastica additiva non prima che sia trascorso questo tempo. La terapia ormonale con estrogeni e antiandrogeni, se effettuata in età adulta, non è in grado di modificare il timbro di voce e renderla più femminile.

DOMANDE FREQUENTI:

LE INIEZIONI FUNZIONANO MEGLIO DELLE PASTICCHE E LE PASTICCHE FUNZIONANO MEGLIO DEL GEL O DEI CEROTTI?

Non ci sono studi che dimostrino che una via di assunzione sia migliore o più efficace di un’altra. L’endocrinologo ha però il compito di controllare che i livelli nel sangue degli estrogeni della persona in terapia siano appropriati e di modificare, se così non fosse, il dosaggio delle compresse, del gel o dei cerotti. La terapia con gel o cerotti e quella con le iniezioni possono essere preferibili nelle persone con un rischio maggiore di formare trombi (ad esempio in caso forti fumatori/fumatrici, età più avanzata, formazione di trombi in passato). Tuttavia, gli estrogeni in fiale (da somministrare con le punture) non sono disponibili in Italia. Per ulteriori informazioni su cosa siano i "trombi" è possibile visitare ISSalute.it alla voce "Coagulo, trombo, embolo".

PERCHÉ È MEGLIO NON UTILIZZARE L’ETINIL-ESTRADIOLO PER IL TRATTAMENTO ORMONALE?

L’etinil-estradiolo (di solito contenuto nelle pillole contraccettive), spesso richiesto per una supposta maggior efficacia, è un ormone semisintetico (cioè un ormone modificato in parte in laboratorio) che agisce come gli estrogeni. La sua somministrazione può aumentare il rischio di mortalità per embolia polmonare e infarto e, per questo motivo, l’uso di questo farmaco non è raccomandato. Per ulteriori informazioni relative all'embolia o all'infarto è possibile visitare ISSalute.it alle voci "Embolia" o "Infarto del miocardio".

IL PROGESTERONE PUÒ AIUTARE NELLO SVILUPPO MAMMARIO?

Non esistono studi che dimostrino che il progesterone sia utile per aumentare la crescita del seno, ma sembra che aumenti il rischio di tromboembolia e ictus. Pertanto, nonostante sia spesso richiesto dalle donne transgender, i rischi legati all’assunzione di questo farmaco e l’assenza di vantaggi non ne giustificano l’utilizzo. Per ulteriori informazioni relative all'ictus è possibile visitare ISSalute.it alla voce "Ictus".

LA TERAPIA ORMONALE DI AFFERMAZIONE DI GENERE È SICURA?

La terapia ormonale femminilizzante e mascolinizzante (con estrogeni e antiandrogeni o testosterone, rispettivamente) è sicura se effettuata sotto attento controllo specialistico. Si consiglia fortemente quindi di sottoporsi a regolari controlli con esami ematici e strumentali come ritenuto appropriato dall’endocrinologo di fiducia (in genere ogni 3 mesi circa il primo anno di terapia e meno frequenti successivamente). Si raccomanda inoltre uno stile di vita sano durante il trattamento. Il fumo, ad esempio, può incrementare ulteriormente il rischio trombotico (rischio di formazione di trombi) associato alla terapia femminilizzante con estrogeni nelle donne transgender e a quella mascolinizzante, rendendo il sangue più denso. Per ulteriori informazioni su cosa siano i "trombi" o su come smettere di fumare è possibile visitare ISSalute.it alle voci "Coagulo, trombo, embolo" o "Telefono Verde contro il Fumo (TVF)".


Bibliografia

Asscheman H, Giltay EJ, Megens JA, et al. A long-term follow-up study of mortality in transsexuals receiving treatment with cross-sex hormones. Eur J Endocrinol. 2011;164(4):635-42.

Coleman E, Bockting W, Botzer M, et al. Standards of Care for the Health of Transsexual, Transgender, and Gender-Nonconforming People, Version 7. Int J Transgend. 2012;13(4):165-232.

Fisher AD, Castellini G, Ristori J, et al. Cross-Sex Hormone Treatment and Psychobiological Changes in Transsexual Persons: Two-Year Follow-Up Data. J Clin Endocrinol Metab. 2016;101(11):4260-69.

Fisher AD, Gooren L. Encyclopedia of Endocrine Diseases (2nd Edition), edited by Ilpo Huhtaniemi and Luciano Martini, 2018 Elsevier Inc.

Hembree WC, Cohen-Kettenis PT, Gooren L, et al. Endocrine Treatment of Gender-Dysphoric/Gender-Incongruent Persons: An Endocrine Society Clinical Practice Guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2017;102(11):3869-03. Erratum in: J Clin Endocrinol Metab. 2018; 103(2): 699. J Clin Endocrinol Metab. 2018; 103(7): 2758-59.

T'Sjoen G, Arcelus J, De Vries ALC et al. European Society for Sexual Medicine Position Statement "Assessment and Hormonal Management in Adolescent and Adult Trans People, With Attention for Sexual Function and Satisfaction". J Sex Med. 2020 Feb 25. [Epub ahead of print]

T'Sjoen G, Arcelus J, Gooren L, et al. Endocrinology of Transgender Medicine. Endocr Rev. 2019;40(1):97-117

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Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

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