Ideologia che considera i rapporti tra i sessi solitamente a discapito del sesso femminile. Si tratta di una forma di discriminazione basata sulla presunta superiorità di un sesso (maschile) rispetto all’altro (femminile).

Il sesso di un individuo è definito da un insieme di caratteristiche biologiche con le quali una persona nasce, per esempio i cromosomi sessuali (XY per i maschi e XX per le femmine), le gonadi (testicoli per i maschi e ovaie per le femmine), i genitali, gli ormoni sessuali. Una persona può nascere con caratteristiche sessuali maschili, femminili o più raramente sia maschili che femminili (disturbi dello sviluppo sessuale).

Per legge, alla nascita, a ogni individuo viene assegnato un sesso (maschile/femminile) sulla base dell’aspetto dei genitali esterni.

Attribuzione di qualità negative a una persona o gruppo di persone tali da declassarle a un rango sociale inferiore.

Gli studi di genere nascono negli Stati Uniti negli anni cinquanta del Novecento con ricerche relative al genere e alle differenze sessuali considerate da numerosi punti di vista (biologico, psicologico, storico, culturale, sociale, economico, filosofico, politico, ecc.). Gli studi di genere non negano le differenze tra maschi e femmine, né affermano che queste differenze non siano importanti o che andrebbero eliminate, quanto invece evidenziano l’importanza del rispetto per le varie caratteristiche individuali. Alcune persone infatti non possono corrispondere pienamente alle norme di genere e per questo sono spesso connotate negativamente, stigmatizzate.

Glossario

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Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

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