Diritti e tutela dell'identità di genere
Esistono vari ambiti in cui una persona in transizione o una persona transgender può subire una discriminazione.

Esistono vari ambiti in cui una persona in transizione o una persona transgender può subire una discriminazione.

Molto spesso la discriminazione nei confronti di una persona transgender è la diretta conseguenza della transizione o della condizione di persona transgender, in questi casi si parla di discriminazione basata sull’identità di genere, poiché è esattamente a causa della propria identità di genere che la persona subisce un trattamento diverso rispetto ad un’altra persona, ovvero subisce una discriminazione.

Proviamo a definire in quali ambiti è più frequente che una persona transgender subisca una discriminazione ricordando che se si pensa di essere vittima di una discriminazione si può:

  • rivolgersi all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) al sito www.unar.it per segnalare la discriminazione di cui si ritiene di essere vittima
  • rivolgersi ad una delle associazioni di settore che offre appositi servizi di tutela e assistenza contro le discriminazioni basate sulla identità di genere. Infotrans.it offre un elenco di strutture, presenti sul territorio nazionale, in grado di fornire questo tipo di servizi nella sezione "Associazioni"

Con l'espressione "discriminazione basata sull’identità di genere" si intende qualunque atto, fatto, comportamento o omissione che si verifica quando, a causa della propria identità di genere si viene trattati meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra persona in una situazione analoga. In pratica si viene discriminati quando si viene trattati in modo non paritario sulla base della propria identità di genere, per esempio quando si nega l’accesso a determinati vantaggi che sono invece disponibili per gli altri membri della società. Anche la molestia è una forma di discriminazione. Le molestie possono essere di vari tipi: commenti, battute sarcastiche, insulti, comportamenti o esibizione di illustrazioni che insultino l’individuo sulla base della sua identità di genere.

Allo stato attuale manca una normativa specifica che tuteli contro le discriminazioni in ragione dell’identità di genere mentre invece esiste una normativa antidiscriminatoria specifica per la cosiddetta origine etnica.

Per effetto di una sentenza della Corte europea di Giustizia, P contro S e Cornwall County Council, Causa C-13/94, sentenza del 30 aprile 1996 “In considerazione dello scopo della direttiva 76/207/CEE, relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali ed alle condizioni di lavoro, l’art. 5, n. 1, di detta direttiva osta al licenziamento di una persona transessuale per motivi connessi al suo mutamento di sesso; difatti, poiché il diritto di non essere discriminato a causa del proprio sesso costituisce uno dei diritti fondamentali della persona umana, la sfera d’applicazione della direttiva non può essere ridotta alle sole discriminazioni dovute all’appartenenza all’uno o all’altro sesso, ma si estende alle discriminazioni determinate dal cambiamento di sesso; invero queste sono basate essenzialmente, se non esclusivamente, sul sesso dell’interessato, giacché licenziare una persona perchè intende subire o ha subito un cambiamento di sesso significa usarle un trattamento sfavorevole rispetto alle persone del sesso al quale era considerata appartenere prima di tale operazione.” in breve non si può licenziare una persona transessuale per motivi connessi al suo mutamento di sesso. Da questa sentenza deriva la diretta possibilità, in assenza di una norma specifica, di applicare alle discriminazioni su base dell’identità di genere il Codice delle Pari Opportunità, d.lgs 198/2006, che disciplina le discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro.

Occorre tuttavia ribadire come per le persone transgender e transessuali nel periodo di transizione la divergenza tra l’aspetto esteriore e il sesso anagrafico è spesso causa di grave disagio psicologico e difficoltà a livello socio-lavorativo. Per questo motivo l’assenza nella legislazione dell’Unione Europea e nella legislazione italiana di un riferimento specifico all’identità di genere come esplicito fattore di discriminazione rappresenta indiscutibilmente un aggravio.

Questo vuoto normativo non deve tuttavia scoraggiare dal denunciare sempre una discriminazione subita e dal rivendicare parità di trattamento in ogni ambito della vita di una persona transgender.

Glossario

Glossario

Una raccolta dei termini più usati relativi all'identità di genere spiegati in maniera semplice.

Scopri quali

Partner

UNAR
Unione Europea
PON
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Infotrans è un progetto finanziato nell'ambito del PON Inclusione con il contributo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020